Amatore di Dio è quegli, che tutte le cose naturali usa e participa sanza peccato, e secondo la sua virtù non è negligente a niuno bene. (S. Giovanni Climaco)
mercoledì 18 maggio 2011
Regole di base per l'igiene del neonato
Il bagnetto tanto raccomandato rischia però di essere un’aggressione continua alla pelle di nostro figlio che è delicata e ancora priva di barriere lipidiche.
Non è assolutamente necessario lavare i neonati tutti i giorni, anzi!
Per detergere senza aggredire, però, possiamo:
- Usare per il bagnetto esclusivamente amidi o farine di riso, di mais, o di grano saraceno; evitiamo fino all’anno di età l’avena e altri cereali contenenti glutine.
- Controllare gli ingredienti dato che in alcuni di questi prodotti inspiegabilmente si trovano dei conservanti!
- Pulire il sederino solo con acqua oppure con olio (va benissimo quello extravergine d’oliva)
- Evitare le salviette imbevute: in caso di bisogno se non ne troviamo di naturali, assai rare, possiamo sostituirle con dei fazzoletti imbevuti di un olio a nostro piacere (oliva, mandorle, girasole..).
- E’ meglio non usare saponi e bagnoschiuma, troppo aggressivi e/o che non rispettano il PH fisiologico della pelle che nei bambini è vicino alla neutralità.
Se è proprio necessario lavargli i capelli usiamo poche gocce di shampoo, prestando ovviamente attenzione a sceglierlo naturale e privo di sostanze potenzialmente nocive.
In generale tutti i prodotti che entrano a contatto diretto o indiretto con un bambino molto piccolo dovrebbero essere privi di profumazione non solo per il possibile effetto allergizzante ma soprattutto perché disturberebbero la sensibilità olfattiva del bambino stesso.
Elena Suppo
La cura dei denti da latte
Ovviamente è fondamentale abituare i bambini fin da subito ad usare lo spazzolino, che svolge un’azione pulente di tipo meccanico, ma altrettanto importante è abituarli a sciacquarsi la bocca dopo l’assunzione di determinati alimenti.
La formazione della carie è infatti favorita da un ambiente acido, che ad esempio si crea dopo l’assunzione di zuccheri, ed è sufficiente un buon risciacquo con acqua per aiutare il ripristino del giusto PH della cavo orale.
Il dentifricio invece è assolutamente da evitare nei primi tre anni di vita, dato che i bambini lo mangiano!, e comunque sconsigliato fino al cambio dei denti.
Un’alternativa efficace ed economica che possiamo facilmente produrre in casa è un soluzione satura di bicarbonato di sodio: ad un bicchiere pieno d’acqua aggiungiamo pian piano del bicarbonato, mescolando finché non comincia a depositarsi sul fondo. A questo punto la soluzione è pronta e volendo possiamo aggiungervi due gocce di olio essenziale: gli agrumi sono perfetti.
Il bicarbonato disciolto in acqua ci garantisce un PH equilibrato e ha un ottimo potere pulente senza abradere lo smalto, ma molti dentisti indottrinati dalle industrie cosmetiche ne osteggiano l’uso…
Se proprio vogliamo acquistare un dentifricio scegliamolo naturalmente tra quelli eco-bio ma facendo attenzione che:
- l’agente abrasivo sia la silice idrata, carbonato di calcio e caolino sono troppo aggressivi per i denti da latte
- non contenga fluoro, il cui uso è molto dibattuto e che comunque secondo un decreto europeo deve essere utilizzato fino ai 6 anni con grande attenzione data la pericolosità della sua ingestione.
- non contenga tensioattivi, sono assolutamente inutili all’interno della bocca e di certo è meglio non vi entrino.
Elena Suppo
Dettagli sui pannolini lavabili
Questo foglio che può avere consistenze diverse, si stende direttamente sul pannolino aperto a diretto contatto con la pelle del bambino.
Ci sono due tipi di veli cattura feci:
- I veli usa e getta, utilizzabili una o più volte: in polpa di legno, o viscosa, biodegradabili possono essere lavati ( e sporchi di pipì) circa 1-2 volte ed essere essere riutilizzati;
- I veli cattura feci lavabili: in micropile (100% poliestere), sono molto morbidi ed economici; a differenza dei veli usa e getta, hanno anche il vantaggio di mantenere il sederino lontano dall’ umidità.
Per genitori sempre di fretta, consiglio vivamente di utilizzare i veli cattura feci usa e getta.
Veli cattura feci sottili o spessi?
Esistono sul mercato due tipi di veli usa e getta:I veli cattura feci più spessi che tengono perfettamente anche le feci liquide (bambini allattati al seno per esempio). Così sono i veli Popolini o JuniorJoy.
Consiglio di non gettare direttamente nel water i veli cattura feci più spessi, potrebbero ostruire le condutture del waterI veli sottili, consigliati per i neonati non allattati al seno o per feci non eccessivamente liquide. Marchi sul mercato, Totsbots, Ecobu.
Veli cattura feci: un obbligo?
Assolutamente no!I veli cattura feci (usa e getta o lavabili) sono opzionali, ma rendono l’utilizzo di pannolini di stoffa più semplice e meno spaventoso!
In fondo,per rimuovere le feci da un pannolino lavabile è sufficiente scuotere il pannolino sul water; se questo non dovesse bastare, si può anche risciacquare il pannolino in attesa del lavaggio vero e proprio.
Rossana Spampinato
domenica 16 maggio 2010
Oggetto: Rifletti........e boicotta
Direzione Prestazioni e Marketing
Azienda Ospedaliera - Policlinico di Modena
SCANDALO - Facciamo qualcosa per impedirlo!
Vi preghiamo di trasmettere questa e-mail a tutte le
donne che potete. Per gli uomini che ricevono questa e-mail, vi
preghiamo
di spedirla ad amiche, ragazze, sorelle, madri, figlie ecc. Grazie!
Controllate le etichette degli assorbenti interni
che volete acquistare, la prossima volta, e controllate se riuscite ad
individuare alcuni dei segni familiari descritti in questa e-mail.
Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di
cancro alla cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di
assorbenti interni usano diossina e rayon nei loro prodotti?
Sono sostanze cancerogene e tossiche! Perchè allora gli
assorbenti interni non sono contro la legge? Perchè gli assorbenti
interni non sono un prodotto
alimentare e, dunque, non sono considerati pericolosi o illegali.
ECCO LO SCANDALO:
Gli assorbenti interni contengono due cose che sono
potenzialmente
pericolose: Rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto
chimico usato per
sbiancare I prodotti).
A volte contengono anche piccole percentuali di
amianto,
per indurre
nell'organismo femminile una emorragia più intensa
(più
sanguinamento più
assorbenti consumati).
L'industria degli assorbenti interni e' convinta che
noi,
essendo donne,
abbiamo bisogno di prodotti candeggiati, sbiancati
per pensare che il prodotto sia puro e pulito.
Il problema e' che la diossina, che viene prodotta
in tale processo
sbiancante, può apportare gravi danni all'organismo!
La diossina e' stata
associata al cancro da studi clinici, ed e' tossica
per il sistema immunitario e riproduttivo.
E' anche stata associata con endometriosi e basso
numero di spermatozoi per gli uomini.
Lo scorso settembre, l'Agenzia di Protezione
Ambientale EPA ha reso noto
che non esiste un livello 'accettabile' di
esposizione alla diossina, visto
che e' cumulativa e lenta a disintegrarsi.
Il pericolo reale viene dal contatto ripetuto (Karen
Couppert 'Pulling the
Plug on the Tampon Industry') Io direi che usare circa 3-4
assorbenti interni al giorno, per cin que giorni al mese, per 38
anni e' un 'contatto ripetuto'. Non pensate anche voi?
Il Raion contribuisce invece ai pericoli creati da
assorbenti interni e
dalla diossina perche' e' una sostanza altamente
assorbente. Perciò, quando
fibre degli assorbenti interni restano nel collo dell'utero
(come di solito accade), ciò crea un
serbatoio' di diossina nel corpo. Tra l'altro, resta
all'interno molto più a lungo di quanto rimarrebbe con
assorbenti interni
fatti solo di cotone, perchè il rayon è più leggero
e tende ad attaccarsi.
Questo e' anche il motivo per il quale la TSS
(Sindrome da Shock Tossico)
può colpire donne che usano assorbenti interni (come
potete leggere dal
foglio informativo di TUTTI gli assorbenti interni
in commercio).
QUALI SONO LE ALTERNATIVE?
Usare assorbenti esterni, o prodotti non sbiancati e
fatti completamente di cotone.
Anche altri prodotti d'igiene femminile (assorbenti
esterni/fazzoletti)
contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi
quanto
gli assorbenti interni. Sfortunatamente, prodotti
non sbiancati e in cotone
si trovano quasi solo in negozi di 'prodotti
biologici' (quindi sono più cari).
Nel 1989, degli attivisti inglesi organizzarono una
campagna contro lo
sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e
50000
lettere dopo, i
produttori di diversi prodotti sanitari passarono
all'ossigeno
(uno dei metodi Verdi disponibili - MS magazine,
May/June
1995)
COSA FARE ORA: Ditelo alla gente. A tutti.
Informateli. Questa industria ci sta danneggiando,
facciamo
qualcosa per
impedirlo! Se avete tempo, scrivete una lettera alle
società Tampax -
Playtex - O.B -Kotex. Sulle scatole c'è sempre un
recapito.
Fate loro sapere che esigiamo un prodotto sicuro:
assorbenti interni
COMPLETAMENTE DI COTONE NON SBIANCATO.
PROMEMORIA:
Per non perdere l'impatto di questa e mail,
PREGHIAMO
chiunque voglia
spedirla ai propri amici, di copiarla e poi passarla
su un
NUOVO messaggio.
In questo modo, non potrà distorcere il messaggio a
causa
delle varie frecce
che appaiono nelle e-mail inoltrate. Vi preghiamo di
farlo
con
considerazione e serietà . Grazie.
Dr.ssa Carla Zoboli
Direzione Prestazioni e Marketing
Azienda Ospedaliera - Policlinico di Modena
domenica 21 febbraio 2010
Pelle arrossata nel bebè
Dopo ore e ore a stretto contatto con il pannolino la sensibile e delicata pelle dei piccoli si può infiammare provocando prurito, fastidio fino ad arrivare a vero e proprio dolore.
L'irritazione si riconosce da un'ampia area arrossata che interessa la delicata cute dei genitali, delle natiche e della zona inguinale. A volte si possono formare delle vescichette, con o senza pus. In questo caso l'irritazione è già ad uno stadio piuttosto avanzato ed è necessario agire immediatamente per non aggravare ulteriormente la situazione.
L'eritema è causato dal contatto prolungato con urine e feci acide, dall'elevata umidità del pannolino sporco e dal fatto che esso non permette una sufficiente traspirazione della sottile cute del bambino.
Le cose che si devono fare per curare l'eritema già in corso sono molto semplici, ma davvero efficaci.
Per pulire il sederino evitiamo di usare le salviette umidificate: sono imbevute di sostanze poco raccomandate (derivati del petrolio, cloro, profumo, alcool, ammoniaca,...) che aggravano ulteriormente l'irritazione e a contatto con la pelle arrossata provocano bruciore.
Utilizziamo invece dei semplici (e più economici!) dischetti in cotone (per intenderci, quelli che noi donne usiamo per struccarci il viso) precedentemente immersi in una ciotola di acqua tiepida-calda a cui è stata aggiunta una decina di gocce di tintura madre di calendula che, grazie alla sua azione disinfiammante, cicatrizzante ed ammorbidente, aiuterà la pelle a guarire.
La tintura madre di calendula (Calendula officinalis) è facilmente reperibile nelle erboristerie e nelle farmacie (ma è anche molto semplice prepararsela da soli!) ed è utilissima in molti casi... Sarebbe opportuno tenerla sempre nell'armadietto di casa!
Dopo il lavaggio con acqua e tintura madre di calendula, assicuriamoci che la zona interessata sia completamente asciutta prima di mettere il nuovo pannolino. Per velocizzare l'asciugatura della pelle aiutiamoci con pochi minuti di phon (ovviamente tenuto a debita distanza): l'aria calda asciugherà la zona irritata e al bambino donerà un caldo senso di benessere!
Nei casi di sederini maschili teniamo il phon a prova di getto di pipì...non si sa mai che faccia da filo conduttore con l'elettrodomestico creando seri incidenti.
Una volta asciugato il sederino arrossato, spalmiamo su tutta la zona una crema a base di calendula che può accelerare notevolmente la guarigione della pelle. Assicuriamoci sulla sua provenienza e che non contenga alcool o altre sostanze chimiche.
In commercio ci sono svariati prodotti naturali creati con l'utilizzo di materie prime certificate e sicure.
Non utilizziamo olio al posto della crema perché la zona irritata deve rimanere il più asciutta possibile e l'olio, anche se prodotto con buoni ingredienti, impedisce alla pelle di traspirare e il rossore potrebbe ritardare ad andarsene.
Soprattutto nei periodi dell'eritema sono da preferire i pannolini lavabili a quelli usa e getta cercando di cambiarli spesso in modo che il sederino del piccolo non resti troppe ore a contatto con le urine e le feci acide. Nel caso in cui non sia possibile usare i pannolini lavabili, cerchiamo di preferire i pannolini usa e getta ecologici che risultano più delicati sulla pelle perché non sbiancati e non trattati chimicamente.
Diamo la possibilità alla pelle del sederino di "respirare" ed asciugarsi all'aria aperta. Nei caldi mesi estivi sarà sicuramente più semplice, ma in inverno (periodo in cui ci sono maggiori irritazioni) basterà vestire il bimbo con una mutandina in cotone e un pantalone della tuta in modo che, anche se dovesse bagnarsi, risulterà veloce e semplice cambiarlo.
Voglio concludere con una riflessione: oggigiorno radio e televisione promuovono prodotti fatti su misura per il bambino: quella crema per quel problema, quel sapone per quel tipo di pelle, quello shampoo per quel tipo di capelli,... Ma la maggior parte di questi prodotti contengono ingredienti davvero nocivi per la pelle, per la salute e per l'ambiente.
Per pulire i sederini (e non solo quelli) dei bimbi è più che sufficiente dell'acqua di rubinetto, dei fazzolettini di carta o del cotone, dell'olio di mandorle dolci o di sesamo e, se proprio vogliamo, un po' di sapore neutro.
La scelta di utilizzare queste poche e semplici cose è una scelta economica, etica, rispettosa dell'ambiente, ma soprattutto sana.
Federica Scropetta