Amatore di Dio è quegli, che tutte le cose naturali usa e participa sanza peccato, e secondo la sua virtù non è negligente a niuno bene. (S. Giovanni Climaco)
martedì 20 dicembre 2016
Il ritratto di Eva
giovedì 13 giugno 2013
Un uomo perbene
Ci sono riusciti gli anonimi autori dei Vangeli dell'infanzia, raccogliendo testimonianze sugli anni di Gesù in Egitto che solo una persona poteva conoscere. E' in questi episodi, non in certi "messaggi" di dubbia provenienza, che si sente la voce di Maria e tutta la sua riconoscenza verso il marito che più volte l'aveva salvata da un mare di guai. Il primo episodio è quello che tuti conoscono: a quei tempi l'adulterio era un reato punito con la lapidazione, e Giuseppe non voleva che la sua fidanzata fosse condannata a morte: qualunque cosa fosse accaduta durante la sua assenza, quel bambino non ne aveva colpa. E anche quando furono tutti al sicuro in Egitto, non doveva essere facile vivere assieme a una donna abituata a parlare con gli angeli e un bambino che giocava a compiere prodigi.
Giuseppe, più di Giovanni Battista, è stato l'ultimo personaggio del Vecchio Testamento: non aveva mai avuto tendenze mistiche in vita sua, portava avanti la sua bottega e ringraziava il Signore per la prosperità che gli concedeva: se il suo figlio adottivo avesse provato a spiegargli in anticipo quel famoso paragone dei gigli del campo (che è rivolto a tutto il popolo e non solo a pochi eletti, anche se nessun parroco si azzarda a dirlo apertamente), forse non ne avrebbe capito il senso. Come san Pietro, era forse un tipo un po' brusco, ma persona perbene: non leggiamo una sola volta che abbia caricato dei pesi sulle spalle della moglie, o che l'abbia mai lasciata in laboratorio a sostituirlo e tantomeno ha mai sfruttato la sua istruzione al tempio per mandarla a fare la scriba o a litigare al banco delle imposte.
Oggi, anno Domini 2013, dietro queste pagine c'è una blogger che soffre terribilmente del vizio dell'ira, specie di fronte a certi episodi. Ogni volta che sto per alzare le mani su qualcuno, vorrei avere la prontezza di invocare s. Giuseppe o qualsiasi altro abitante del cielo, perchè vada a difendere quelle povere schiave; perchè ragionando a mente fredda, mi rendo conto che se riesco a pregare per loro, diventa una guardia anche per me contro il vero ideatore di tutte le prepotenze del mondo.
giovedì 11 aprile 2013
La violenza sulle donne
I due emisferi che compongono il cervello hanno funzioni molto diverse, brevemente illustrate qui: http://www.lematpercorsi.com/2012/11/emisfero-destro-e-sinistro-come-funzionano-cervello-e-creativita/.
Nelle donne, a meno che non si siano verificate anomalie durante la fase prenatale, prevale l'emisfero destro: si possono fare mille ipotesi sulle ragioni per cui il cervello umano si è evoluto in questo modo, fatto è che la base della salute mentale femminile sta nell'uso spontaneo, fisiologico, dell'emisfero destro più che del sinistro.
Nella nostra società però le cose non stanno proprio così: fin dai primi anni di vita le bambine vengono obbligate a seguire lo stesso metodo di apprendimento dei maschietti, tutto centrato sulla logica e sul pensiero lineare: in tutte le scuole, anche dove non ci sono classi miste, gli argomenti "importanti" sonno lo studio a memoria, il calcolo, la grammatica e così via, mentre le abilità creative restano in secondo piano e spesso il loro uytilizzo viene scoraggiato e bollato come una perdita di tempo: se si pensa che a quell'età il cervello è in piena fase di sviluppo, è facile indovinare quale emisfero si espanderà a sacapito dell'altro... il risultato, si badi bene, non è l'armonizzazione degli emisferi, ma una incipiente atrofia di quello destro e uno stato di tensione continua nella malcapitata bambina che nel migliore dei casi verrà etichettata come "lunatica", nel peggiore inizierà una lunga serie di trattamenti con antidepressivi.
Dal punto di vista del comportamento, uno sviluppo eccessivo dell'emisfero sinistro reprime, oltre alla creatività, anche l'espressione emotiva e questo ancora oggi viene spacciato come un indizio di maturità e intelligenza: basti pensare che qualche anno fa una ditta americana propose al mercato dei bambolotti che imitavano l'allattamento naturale, e fu un diluvio di critiche perchè molti (psicologi, sociologi, tuttologi) temevano che quel giocattolo potesse "risvegliare l'istinto materno"... credevano forse di essere nati sotto un cavolo? Allo stesso modo si cerca di impedire con mille pretesti le risse e le prove di forza tra i ragazzini maschi trasformandoli in piccoli nerd: è vero che il cervello maschile prevede questa possibilità, ma solo come "ruota di scorta" per gli organismi più deboli, non per chi ha un fisico sano e robusto.
Le differenze esistono fin dalla nascita, ma con la pubertà si accentuano: chiunque vive con una donna conosce bene gli effetti psicologici del continuo saliscendi dei suoi ormoni, e il buon senso imporrebbe di proteggere la sua mente da tutto ciò che la potrebbe turbare: invece da ogni parte si preme per assegnare alle donne gli incarichi più complessi, scomodi, pieni di problemi e perfino pericolosi (ricordate le inviate di guerra in Afghanistan?).
Alcuni chiamano tutto questo progresso, civiltà, opportunità, azioni positive... e via blaterando. IO la chiamo VIOLENZA.
PS: mentre scrivevo queste righe mi è giunta la notizia della morte di Margaret Thatcher: al di là delle ideologie, la sua vita è la prova più evidente degli effetti a catena che può provocare la violenza sulla mente femminile. Quando il buon Dio la giudicherà, questa donna non si troverà da sola, ma insieme a tutti coloro che hanno avvelenato a morte la sua anima. Il punto ora è: visto l'andazzo pseudo-educativo, quante lady di ferro rischiamo di trovarci tra i piedi?
giovedì 7 marzo 2013
Una donna perfetta
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Ella è simile alle navi di un mercante,
fa venire da lontano le provviste.
Si alza quando ancora è notte
e prepara il cibo alla sua famiglia
e dà ordini alle sue domestiche.
Pensa ad un campo e lo compra
e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.
Si cinge con energia i fianchi
e spiega la forza delle sue braccia.
È soddisfatta, perché il suo traffico va bene,
neppure di notte si spegne la sua lucerna.
Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita.
Apre le sue mani al misero,
stende la mano al povero.
Non teme la neve per la sua famiglia,
perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste.
Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.
Suo marito è stimato alle porte della città
dove siede con gli anziani del paese.
Confeziona tele di lino e le vende
e fornisce cinture al mercante.
Forza e decoro sono il suo vestito
e se la ride dell'avvenire.
Apre la bocca con saggezza
e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà.
Sorveglia l'andamento della casa;
il pane che mangia non è frutto di pigrizia.
I suoi figli sorgono a proclamarla beata
e suo marito a farne l'elogio:
«Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti,
ma tu le hai superate tutte!».
Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
martedì 14 giugno 2011
Appello urgente
Vorremmo non crederci, e ci auguriamo che il quadro sia diverso, che la stampa abbia – come spesso accade – travisato, esasperato, taciuto tutta la verità.
Perché il fatto è assurdo, oltre che disumano e inspiegabile. Una madre che si vede sottratta la figlia di quindici mesi perché la allatta ancora al seno, e a richiesta!
La madre, di origine marocchina, è accolta in un centro per il sostegno alla famiglia e alle madri bisognose. La sua bambina ha 15 mesi, lei l’allatta al seno, e rifiuta le richieste di interrompere l’”insana” abitudine.
Sentenza: la ventiduenne marocchina viene allontanata dalla figlia per “comprovata instabilità mentale” e assenza delle “abilità necessarie” all’accudimento della bambina.
La causa di questa coppia – separata e accolta in due strutture diverse – ha già fatto il giro di Internet, con una pagina facebook in difesa di madre e figlia e una petizione per la raccolta di firme per ottenerne il ricongiungimento.
La dottoressa Ibone Olza, psichiatra, che ha avuto modo di incontrare la madre, afferma che la donna non soffre di alcun disturbo psichico, ma che, anzi, è una madre amorevole e sensibile“.
Non si capisce quindi perché accanirsi su una madre e una figlia perché unite da un gesto tanto innocente quanto naturale e amorevole come l’allattamento al seno.
Il Tribunale dei Minori di Madrid si sta già occupando del caso, e ci auguriamo tutti che questa triste vicenda abbia un lieto fine.
Per firmare la petizione in favore di Habiba (la mamma protagonista della triste vicenda), clicca qui.
sabato 2 ottobre 2010
Argilla: la terra curativa
Ecco un interessante articolo sull'argilla e sulle numerose proprietà di questa terra curativa.
Chi non ha mai sentito parlare dell'argilla? E chi non conosce le maschere all'argilla per farsi belli?
Sicuramente voi tutti saprete di cosa sto parlando. L'argilla, questa polvere di terra che mischiata all'acqua ci dona ... fango! Già, fango che però ha proprietà fenomenali, cosmetiche ma soprattutto terapeutiche. Certo, l'estetica ha la sua importanza, ma sono dell'opinione che se non si sta bene dentro non si può stare bene nemmeno fuori
E quindi mettiamo da parte, almeno per il momento, tutte le qualità cosmetiche proprie dell'argilla e consideriamo invece il suo potere curativo e di prevenzione concentrandoci sulle applicazioni che possono essere d'aiuto ai nostri bambini, ma anche alle donne in dolce attesa e, ovviamente, a noi tutti.
L'argilla non si presenta mai allo stato puro, ma sempre mescolata con dei minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio, sodio, ecc. che ne aumentano il potere curativo (e sono proprio loro a donarle le varie tonalità di colore creando l'argilla verde, bianca, rossa).
In genere si utilizza (ed è di più facile reperibilità in tutte le erboristerie e nei negozi di alimentazione naturale) l'argilla verde ventilata ed essiccata al sole. Il processo di ventilazione la carica ulteriormente di energia vitale, mentre l'essicazione al sole e all'aria la arricchisce di energie biocosmiche.
Questa sensazionale terra può essere utilizzata sia per uso interno che per uso esterno e in entrambi i casi le sue proprietà sono principalmente quelle disintossicanti, decongestionanti, rimineralizzanti, antianemiche, disinfettanti, cicatrizzanti, antidolorifiche, antinfiammatorie ...
Ma come funziona l'argilla? E' possibile farne degli impacchi, degli sciacqui o ancora delle bevande. Il suo principio di funzionamento è sempre lo stesso: l'argilla ha la miracolosa capacità di attrarre ed assorbire le tossine e le scorie organiche presenti nel nostro corpo e di cedere una quantità dei minerali in essa contenuta. Insomma, uno scambio perfetto e che a noi porta un gran giovamento!
Proprio per questo motivo non è possibile utilizzare per due volte la stessa argilla e nemmeno utilizzarla per più di 20-30 minuti: dopo questo tempo, infatti, tende ad agire nel modo inverso restituendoci le tossine e le scorie precedentemente assorbite.
Ma vediamo ora qualche modo per utilizzare questa terra dalle mille proprietà.
USO INTERNO:
Un sensibile ed efficace modo per depurare il nostro organismo agendo dall'interno è dato dalla bevanda all'argilla.
Essa è ottima anche contro l'anemia e la demineralizzazione della donna in dolce attesa (e non). Si mette in ammollo per una notte 1 cucchiaino di argilla verde ventilata essiccata al sole (si presenta sotto forma di una polvere impalpabile) in mezzo bicchiere d'acqua (evitando di lasciare il cucchiaino di metallo a contatto con l'argilla). Al mattino, a digiuno, si beve la bevanda lasciando sul fondo del bicchiere il residuo depositato.
Tenere presente che l'argilla, presa in più giorni consecutivi, può portare stitichezza. In questo caso è opportuno diluire l'argilla con più acqua oppure bere subito dopo una tazza di acqua calda.
Questa bevanda è inoltre galattogoga (cioè capace di aumentare la produzione di latte materno). A questa si può abbinare un profumato infuso di semi di finocchio e anice per enfatizzare ulteriormente le sue proprietà.
Attenzione: non utilizzare l'argilla per via orale nei casi di tendenza all'occlusione intestinale, o allo strozzamento di un'ernia. Limitarne l'uso a una volta alla settimana nei casi di ipertensione arteriosa.
USO ESTERNO:
In caso di ferite è possibile utilizzare l'argilla in polvere come se fosse un talco direttamente sul taglio: ne favorisce la rapida cicatrizzazione (molto meglio che il classico cicatrene!).
Si può fare la stessa cosa per la cura dell'ombelico del neonato appena nato: l'argilla aiuterà il piccolo ombelico ad asciugarsi più velocemente evitando allo stesso tempo che si infetti.
In caso di bernoccoli, distorsioni, contusioni e fratture mettere 1 cucchiaio di argilla in un recipiente di vetro o di coccio (o comunque di un materiale inossidabile) con un po' d'acqua fredda; quindi mescolare con un cucchiaio di legno fino a creare una pasta morbida, ma che non cola. L'ideale sarebbe poter aggiungere qualche goccia di tintura madre di arnica.
Spalmare il composto sulla parte interessata, avvolgere il tutto con della pellicola trasparente per alimenti e mantenere l'impacco per 20-30 minuti.
Lo stesso cataplasma, ma questa volta creato con l'acqua calda (ma non bollita), porta giovamento anche nei casi di artrite, artrosi, reumatismi e sciatica e nei dolori alla bassa schiena che si possono presentare nell'ultimo periodo di una gravidanza. O ancora nei casi di dolore alle orecchie posizionando l'impasto direttamente dietro il padiglione auricolare e rinnovando l'impacco circa ogni ora.
Questi impacchi di argilla sono eccezionali anche nei casi di facilità dellinsorgere di ingorghi mammari nel primo periodo di allattamento al seno. Basta spalmare l'impasto sul seno con movimenti circolari evitando di coprire capezzolo ed areola mammaria, quindi "impacchettarsi" con la pellicola trasparente per alimenti facendo il giro sulla schiena.
Ricordarsi di tagliare la pellicola in corrispondenza del capezzolo in modo che possa prendere aria e che sia disponibile in caso il neonato abbia necessità o voglia di una poppata!
Mantenere l'impacco per mezz'ora circa e ripetere per 3-4 volte al giorno o finché l'ingorgo mammario svanisce.
Un'ultima curiosità sull'argilla: una profumata ricetta per fare un bagno contro il raffreddore si ottiene mettendo nella vasca da bagno 1 cucchiaio di argilla verde, 1 cucchiaio di bicarbonato, 1 cucchiaio di miele e 3 gocce di olio essenziale di eucalipto, 2 di timo, 10 di tea tree e 10 di limone.
Nei bambini al di sotto dei 3 anni è bene dimezzare la quantità degli oli essenziali oppure metterli, anziché nella vasca, in un diffusore in modo che i vapori si propaghino nell'ambiente.
Federica Scropetta
domenica 16 maggio 2010
Oggetto: Rifletti........e boicotta
Direzione Prestazioni e Marketing
Azienda Ospedaliera - Policlinico di Modena
SCANDALO - Facciamo qualcosa per impedirlo!
Vi preghiamo di trasmettere questa e-mail a tutte le
donne che potete. Per gli uomini che ricevono questa e-mail, vi
preghiamo
di spedirla ad amiche, ragazze, sorelle, madri, figlie ecc. Grazie!
Controllate le etichette degli assorbenti interni
che volete acquistare, la prossima volta, e controllate se riuscite ad
individuare alcuni dei segni familiari descritti in questa e-mail.
Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di
cancro alla cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di
assorbenti interni usano diossina e rayon nei loro prodotti?
Sono sostanze cancerogene e tossiche! Perchè allora gli
assorbenti interni non sono contro la legge? Perchè gli assorbenti
interni non sono un prodotto
alimentare e, dunque, non sono considerati pericolosi o illegali.
ECCO LO SCANDALO:
Gli assorbenti interni contengono due cose che sono
potenzialmente
pericolose: Rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto
chimico usato per
sbiancare I prodotti).
A volte contengono anche piccole percentuali di
amianto,
per indurre
nell'organismo femminile una emorragia più intensa
(più
sanguinamento più
assorbenti consumati).
L'industria degli assorbenti interni e' convinta che
noi,
essendo donne,
abbiamo bisogno di prodotti candeggiati, sbiancati
per pensare che il prodotto sia puro e pulito.
Il problema e' che la diossina, che viene prodotta
in tale processo
sbiancante, può apportare gravi danni all'organismo!
La diossina e' stata
associata al cancro da studi clinici, ed e' tossica
per il sistema immunitario e riproduttivo.
E' anche stata associata con endometriosi e basso
numero di spermatozoi per gli uomini.
Lo scorso settembre, l'Agenzia di Protezione
Ambientale EPA ha reso noto
che non esiste un livello 'accettabile' di
esposizione alla diossina, visto
che e' cumulativa e lenta a disintegrarsi.
Il pericolo reale viene dal contatto ripetuto (Karen
Couppert 'Pulling the
Plug on the Tampon Industry') Io direi che usare circa 3-4
assorbenti interni al giorno, per cin que giorni al mese, per 38
anni e' un 'contatto ripetuto'. Non pensate anche voi?
Il Raion contribuisce invece ai pericoli creati da
assorbenti interni e
dalla diossina perche' e' una sostanza altamente
assorbente. Perciò, quando
fibre degli assorbenti interni restano nel collo dell'utero
(come di solito accade), ciò crea un
serbatoio' di diossina nel corpo. Tra l'altro, resta
all'interno molto più a lungo di quanto rimarrebbe con
assorbenti interni
fatti solo di cotone, perchè il rayon è più leggero
e tende ad attaccarsi.
Questo e' anche il motivo per il quale la TSS
(Sindrome da Shock Tossico)
può colpire donne che usano assorbenti interni (come
potete leggere dal
foglio informativo di TUTTI gli assorbenti interni
in commercio).
QUALI SONO LE ALTERNATIVE?
Usare assorbenti esterni, o prodotti non sbiancati e
fatti completamente di cotone.
Anche altri prodotti d'igiene femminile (assorbenti
esterni/fazzoletti)
contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi
quanto
gli assorbenti interni. Sfortunatamente, prodotti
non sbiancati e in cotone
si trovano quasi solo in negozi di 'prodotti
biologici' (quindi sono più cari).
Nel 1989, degli attivisti inglesi organizzarono una
campagna contro lo
sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e
50000
lettere dopo, i
produttori di diversi prodotti sanitari passarono
all'ossigeno
(uno dei metodi Verdi disponibili - MS magazine,
May/June
1995)
COSA FARE ORA: Ditelo alla gente. A tutti.
Informateli. Questa industria ci sta danneggiando,
facciamo
qualcosa per
impedirlo! Se avete tempo, scrivete una lettera alle
società Tampax -
Playtex - O.B -Kotex. Sulle scatole c'è sempre un
recapito.
Fate loro sapere che esigiamo un prodotto sicuro:
assorbenti interni
COMPLETAMENTE DI COTONE NON SBIANCATO.
PROMEMORIA:
Per non perdere l'impatto di questa e mail,
PREGHIAMO
chiunque voglia
spedirla ai propri amici, di copiarla e poi passarla
su un
NUOVO messaggio.
In questo modo, non potrà distorcere il messaggio a
causa
delle varie frecce
che appaiono nelle e-mail inoltrate. Vi preghiamo di
farlo
con
considerazione e serietà . Grazie.
Dr.ssa Carla Zoboli
Direzione Prestazioni e Marketing
Azienda Ospedaliera - Policlinico di Modena
mercoledì 10 marzo 2010
A proposito di donne: la mano di Fatima
Il chiama-angeli per la mamma in attesa
Uno degli aspetti più importanti per assicurare un parto naturale è che il bimbo sia in posizione cefalica (con la nuca rivolta verso il basso) in modo che la testa del piccolo si incanali nel canale del parto.
Durante i nove mesi di gravidanza la piccola creatura può girarsi più e più volte all'interno del caldo ed accogliente utero materno e ovviamente più spazio avrà (inizio gravidanza) e più gli sarà possibile fare comode capriole.
Negli ultimi mesi infatti, lo spazio limitato gli rende difficoltosa la rotazione, anche se ciò può accadere per correggere la posizione e mettersi finalmente a testa in giù, o a volte, purtroppo, per mettersi podalico.
Un parto con bimbo podalico non è impossibile e ci sono tante testimonianze molto interessanti e rassicuranti a riguardo, ma in questi casi la maggior parte degli ospedali italiani (e non) danno per scontato un taglio cesareo in quanto ritenuto pericoloso e più complesso di un parto naturale. Ma questo è un altro argomento...
Fin dall'inizio della gravidanza è possibile aiutare il bambino ad orientarsi all'interno dell'utero materno e a suggerirgli la posizione corretta che deve assumere con semplici accorgimenti.
Un curioso ciondolo "riscoperto" ultimamente e che in tanti chiamano "Chiama Angeli" risulta essere molto efficace. Il suo vero nome è "Bola" e ha origini messicane.
Si tratta di un ciondolo in argento dalla forma sferica al cui interno è saldato un piccolo xilofono che con leggeri movimenti crea un particolare e delicato tintinnio. Indossato come una lunga collana al collo della donna in dolce attesa, ha particolari effetti anche sul nascituro.
Alla dodicesima settimana di vita intrauterina l'orecchio interno inizia a svilupparsi e già verso la ventesima settimana l'udito è ottimale e il piccolo inizia a sentire le voci, i suoni e i rumori intrauterini ed extrauterini. Ad ogni passo della futura mamma il piccolo sarà cullato dal suo comodo utero, dal caldo liquido amniotico in cui è immerso e...dal dolce trillo del ciondolo. Il bimbo tenderà istintivamente a seguire quel suono e se posizionato a testa in su potrebbe tentare di girarsi, incuriosito dallo xilofono.
Inoltre il tintinnio fa rilassare e tranquillizzare la piccola creatura, ma soprattutto lo abitua ai ritmi della madre e quindi del sonno/veglia: quando è giorno si sta svegli e si cammina (e il ciondolo suona), quando è notte si riposa e si sta fermi (e il suono non c'è più). Quindi, future mamme, ricordate di togliere il bola di notte e, futuri papà, ricordatevi di farglielo togliere per non passare notti insonni in futuro!
Attenzione: è di fondamentale importanza posizionare il ciondolo in maniera corretta per non rischiare di ottenere l'effetto contrario aiutando il piccolo a mettersi podalico. Il bola deve infatti essere indossato con un cordino molto lungo in modo che la sfera arrivi all'altezza del basso ventre in corrispondenza della testolina del piccolo (almeno 4 dita sotto l'ombelico). Tante volte mi è capitato di vedere mamme con il ciondolo posizionato troppo alto e lamentarsi del piccolo podalico...
Ci tengo a sottolineare un aspetto importante di questo articolo: il suddetto ciondolo è solo un semplice modo per aiutare il bambino a rimanere della posizione corretta o per aiutarlo a girarsi, ma questa non è una garanzia.
In caso di bimbi podalici esistono tantissimi metodi per guidarli verso il canale del parto in posizione corretta, anche a gravidanza avanzata. Ci sono tecniche naturali, erbe da applicare in particolari punti, movimenti e posture da assumere, trattamenti di particolari discipline,... Il mio consiglio è di cercare fin da subito di instaurare un rapporto speciale con il proprio cucciolo che, anche se nel pancione, riesce a percepire benissimo le parole e la presenza di mamma e papà: parliamogli come se fosse un adulto, incoraggiamolo a girarsi, facciamogli sentire il calore e l'amore delle mani sul basso ventre.
Sono semplici cose, ma che permettono di instaurare un solido rapporto di comunicazione tra figlio e genitori basato sul puro amore.
L'argomento resta comunque molto delicato e quando si è tentato davvero di tutto per far girare il piccolo, ma ogni tentativo risulta essere invano, è importante per i futuri genitori trovare la forza per accettare la situazione rispettando la decisione del proprio figlio. Questo non vuol dire rassegnarsi, ma solo mettersi in uno stato di accettazione.
Ricordiamoci comunque che, anche se lo spazio è davvero ridotto, il piccolo potrebbe girarsi anche all'ultimo istante prima di venire alla luce.
Federica Scropetta
lunedì 8 marzo 2010
Auguri un corno
(Succede anche a chi scrive blog sugli angeli.)
Incazzata come una biscia. Non solo per la mia vita privata distrutta, né per l'ennesimo sintomo bizzarro dovuto all'inquinamento sempre più diffuso, e ben celato all'opinione pubblica, della zona in cui sono costretta a vivere.
Detesto l'8 marzo, ecco il motivo. Lo detesto come e forse più del Natale trasformato in fiera del commercio: perché stavolta non è solo Dio a essere preso in giro, cosa che può non interessare chi non crede, ma siamo tutti noi, che ogni benedetto 8 marzo facciamo o riceviamo una fiumana di auguri che in realtà sono solo insulti.
Insulti verso quelle povere criste di operaie che andarono a fuoco centodue anni fa per aver osato protestare contro il loro sfruttamento e che non sarebbero morte se solo qualcuno, a partire dalle loro stesse famiglie su su fino al governo, le avesse aiutate a restare a casa anziché spedirle in fabbrica.
Altri insulti verso tutte noi che fin da piccole siamo state obbligate a ripetere come tante pappagalle che per essere felice devi essere trattata come i maschi, devi comandare, devi fare carriera in giacca e pantaloni e stare al lavoro tutto il santo giorno senza neanche il tempo di farti una maglia o prepararti un té, devi fare pochi figli e possibilmente nessuno perché costano e ingombrano, devi fare la zitella per essere indipendente, eccetera ... e per un bel po' di tempo ci abbiamo pure creduto. Io stessa, che scrivo, ho collaborato con il St.Catherine College di Londra, e solo l'amore mi ha aperto gli occhi, anche se non sono stata capace di dimostrarlo e me ne pento ogni volta che respiro fino a sentire la testa che scoppia. Considero un segno della Provvidenza che l'indirizzo mail che usavo allora sia andato bruciato per un phishing quando ho cambiato vita, rendendomi così impossibile da rintracciare.
Un'altra sfilza di insulti contro i nostri uomini, che siano papà, fratelli, mariti, amici o vicini di casa, dipinti a seconda dei casi come sfruttatori violenti o come minorati mentali con un cervello incapace di pensare due cose nello stesso momento: ogni volta che sento dire certe fesserie mi vengono in mente, chissà perché, Leonardo da Vinci e Gandhi...
Infine, tanto per cambiare, insulti e bestemmie contro Dio trattato come uno stupido o un poco di buono (pure Lui!) per avere osato crearci diversi, e per averci "offese" in maniera gravissima assegnando ad Eva la sfida di dare alla luce i suoi tanti figli anziché mandare anche lei a zappare e sollevare pesi sudando a più non posso.
Ecco, chi vuole proprio festeggiare l'8 marzo usi come regalo un bel serpentone come quello che fu la causa di tutto il putiferio: e lasciate sulla pianta il ramo di mimosa, simpatica e delicata piantina che non ha mai fatto male a nessuno ed è stata trasformata, suo malgrado, nel simbolo di una colossale presa in giro
sabato 5 dicembre 2009
La vera storia di Babbo Natale (Santa Claus)
San Nicola era nato a Patara in Licia, una provincia nel sud dell'Asia minore. Mira, città di cui il Santo divenne vescovo, era la capitale della provincia e sede episcopale fondata da S. Nicandro. I dati biografici più accreditati, tramandatici dalla Chiesa greca, riportano che il Santo fu imprigionato e perseguitato sotto Diocleziano. Vent'anni dopo la prigionia, partecipò al Concilio di Nicea, unendo la sua voce alla condanna dell'eresia ariana. Le informazioni storiche tramandano inoltre che morì a Mira, nella cui cattedrale fu tumulato.
A questi fatti "storici", è andata associandosi nel corso dei secoli una vastissima letteratura tradizionale, della quale riportiamo qui alcune parti significative e popolari.
Nicola ricevette un'educazione di alto livello da genitori pii e virtuosi, che lo iniziarono alla lettura delle Sacre Scritture sin dall'età di 5 anni. Morirono quando Nicola era ancora giovane, lasciandogli in eredità una discreta fortuna, che il santo decise di destinare ad opere di carità. L'occasione per tale gesto giunse ben presto: un cittadino di Patara aveva perduto ogni suo avere, e le sue tre figlie, prive di dote, non potevano trovare marito. Nella disperazione, il padre stava per votarle ad una vita disonorevole. Avendo udito ciò, Nicola prese una borsa d'oro e la gettò nottetempo attraverso la finestra della casa dell'uomo. Tale somma fu usata come dote per la figlia maggiore, che si sposò ben presto. Nicola si comportò ugualmente per le altre due figlie; venne scoperto dal padre, che usò espressioni di immensa gratitudine verso il benefattore.
Tutte le tradizioni sono concordi sul fatto che San Nicola fu tumulato nella città di Mira. Due secoli dopo, durante il regno di Giustiniano, una chiesa fu edificata sopra la sua tomba, le cui rovine furono rinvenute nel XIX secolo. La enorme popolarità del santo di Mira è bene espressa da un anonimo autore del X secolo, che dichiara: "...l'oriente e l'occidente lo acclamano. In ogni luogo abitato, campagne e città, isole e villaggi, agli estremi confini della terra, il suo nome è riverito e chiese sono edificate in suo onore".Nel 1034 Mira fu occupata dai saraceni e i cittadini di Bari trafugarono le reliquie del santo, che erano ancora in custodia di greci cristiani sotto il dominio musulmano. Ciò avvenne nel 1087: una grande basilica venne successivamente edificata nella città per accogliere le reliquie del Santo.
venerdì 13 novembre 2009
Lettera aperta a Maria Stella Gelmini
Prenditi il tempo di stringertelo addosso: guarda come istintivamente ti si rannicchia fra le braccia, cercando ancora l’eco del battito del tuo cuore. Guardalo, e lasciati riempire di stupore: nove mesi fa non c’era, e ora è un uomo. Non è sbalorditivo? Germinato da un seme invisibile. Perfetto, e sì che tu di lui non avresti saputo fare neanche un capello. Trattieni il fiato: quel tuo figlio fra le braccia, è un mistero.
Annusalo: sa di latte, di cucciolo. Ma già fra pochi giorni il suo sguardo si illuminerà incontrando i tuoi occhi. Non lasciarti rubare quello sguardo da nessuno. Niente vale quel suo primo riconoscerti, quel tacito dirti: eri tu, quel buio morbido che mi abbracciava.
Guardalo. Guardagli le mani, così incredibilmente piccole; e senti come afferra e stringe forte il tuo dito, come ci si avvinghia. Impara come lo calma la tua voce, e come la ninna nanna che ti cantava tua madre, trent’anni dopo, naturalmente ti torna alla memoria.
Guardalo ancora. A chi somiglia? Ritrovargli negli occhi lo stesso cipiglio di tuo padre, o nei capelli il rosso fulvo di un nonno che neanche hai conosciuto. I geni che arcanamente si declinano, memori, nel tuo bambino. E lui, lui che – è straordinario – è te, e insieme l’uomo che ami.
Piange. Ha fame a tutte le ore. Ti avranno detto: un figlio, che fatica. Ti avranno detto delle notti in bianco. Vero, ma non si parla mai del resto: di cos’è, di quanto è grande stringersi addosso questo piccolo straniero. Se la fa addosso, urla, ha bisogno di tutto. Ma te ne innamorerai pazzamente. Non perdere i primi giorni di un grande amore.
Succhia, avido, e poi crolla addormentato. Tientelo stretto ancora un momento. Fermati a scoprire con meraviglia che ogni uomo al mondo è stato, un giorno, come tuo figlio stanotte: un bambino inerme fra le braccia di una donna. Ognuno, pensa: tutti i guerrieri e tutti i soldati, e gli assassini e gli eroi, tutti i morti di tutte le guerre del mondo sono stati, un giorno, uguali a tuo figlio stanotte: come lui innocenti, come lui abbandonati. Se lo capisci, non guardi più agli altri come prima. Sei quasi sottilmente cambiata. È un’altra donna, quella che incroci allo specchio con quel neonato fra le braccia. Come avendo per un istante sperimentato cos’è, la misericordia; che vuol dire, in ebraico, "amare con viscere materne".
Gusta gli attimi, non avere fretta, contempla ciò che ti è accaduto. Hai avuto un dono. Esserne felice è già il principio di una gratitudine. (E chi è grato, è lieto).
Questo dirò a mia figlia, quando sarà grande. Le dirò che il lavoro è una cosa bellissima, è una cosa importante. Ma non lo è tanto da rinunciare ai primi mesi con tuo figlio. Sono tuoi, ti appartengono. Sono un privilegio – sì, privilegio, anche se oggi non si usa dirlo – delle donne: la straordinaria gioia di mettere al mondo, dalla propria carne, noi capaci di nulla, un uomo.
Signora ministro, auguri. Se lo goda almeno un po’, il suo bambino. Tutto, di fronte a lui, può attendere. Non si perda l’inizio di un grande amore.
venerdì 30 ottobre 2009
S. Gabriele in una favola islamica
"Il quinto paradiso:
il giardino della bellezza e della felicità"
(da "Angeli svelati")
Il Profeta (saws) viaggiò per cinquecentomila anni luce, dopo i quali giunse al quinto paradiso che viene chiamato il Giardino della Bellezza e Felicità (jannat al-naim). La sua porta è fatta di un misto d'oro e argento del paradiso. Gabriele bussò alla porta e una voce chiese, "Chi è?"
"Gabriele, che porta il Profeta Muhammad."
"E' stato mandato a chiamare?"
"Sì."
"Benvenuto, Oh Amato, al quinto paradiso!"
La porta si aprì e il Profeta (saws) vide cinque belle signore la cui luce radiosa trai loro servitori le faceva sembrare come circondate da diamanti e perle. Il suo cuore fu spinto verso di loro. Chiese a Gabriele, " Chi sono queste signore?"
Lui rispose, "Questa è Eva, la madre dell'umanità. Questa è la Vergine Maria, la madre di Gesù. Questa è la madre di Mosè, Yukabid. E questa è Asiya, la moglie del Faraone." La quinta signora sembrava un sole tra le stelle. La sua luce brillava sul resto degli abitanti del quinto paradiso come una brezza gentile che accarezza le foglie dell'albero. Gabriele disse, "Questo è un angelo che rappresenta tua figlia Fatima, Oh Profeta!"
Il Profeta (saws) chiese, "Gabriele, qual'è il segreto di questo paradiso?"
Gabriele disse, "Dio creò questo paradiso per riflettere la bellezza e la perfezione delle donne. La luce di questo paradiso è la sorgente delle luci angeliche di tutte le donne sulla terra. Le donne sono state create per portare il segreto della creazione in loro stesse. Dio le ha onorate enormemente facendo dei loro ventri, ricettacoli della Sua parola che rappresenta lo spirito. Ha osservato il luogo più sacro e quì ha fatto scendere la Sua Misericordia e le benedizioni. Ha perfezionato questo luogo e lo ha coperto di tre strati per difenderlo da ogni danno. Il primo è uno strato di luce; il secondo, uno strato d'amore; il terzo, uno strato di bellezza. Quì Egli modellò e creò l'essere umano a Sua somiglianza, come disse il Profeta (saws) , 'Dio creò Adamo a Sua somiglianza.' Egli ordinò agli angeli del ventre di perfezionare la Sua creazione dando al bambino vita, bellezza, salute, intelligenza e ogni altro attributo di perfezione che farà di ciascuno un essere unico tra gli esseri umani.
"Le donne non sono create più deboli, ma più generose degli uomini. Sono create più belle e meno feroci, visto che la bellezza detesta ferire e danneggiare gli altri. Questo è il motivo per cui sembrano deboli alla gente, ma in realtà non lo sono. Gli angeli sono le creature più forti. Le donne sono più vicine alla natura angelica degli uomini, poiché sono più pronte degli uomini a portare la luce angelica." Sono l'agire bene e le buone azioni della spiritualità che loro portano che le rendono meno vigorose degli uomini. Anche fisicamente, tuttavia, sono estremamente forti. Sopportano grandi carichi nel loro corpo senza cedere con lo scopo di partorire e affrontano le condizioni fisiche più terribili con più successo degli uomini perché Dio le ha rafforzate per assicurare la sopravvivenza delle generazioni.
"Dio ha dato alle donne cinque qualità angeliche che gli uomini possiedono raramente. Sono la sorgente della pace, come Dio dice di averle create ' Affinchè tu possa trovare riposo in loro' (30:21). Questo è l'attributo del primo paradiso che è chiamatao 'la Dimora della Pace'. Sono oasi di costanza in mezzo al caos e al cambiamento. Questo è il motivo per cui esse danno la vita. La madre alleva e protegge il bambino in modo più affidabile del padre. Questo è l'attributo del secondo paradiso che viene chiamato 'la Dimora della Costanza'. Perpetuano le generazioni. Attraverso la loro progenie Dio crea i profeti angelici e i santi che stabiliscono il Suo ricordo perpetuo sulla terra, così come gli angeli fanno in cielo. Questo è l'attributo del terzo paradiso che viene chiamato 'la Dimora dell'Eternità'. Sono generose e benefiche. Sono descritte come 'una terra fertile' in tutte le scritture perché danno ogni cosa senza chiederne conto, persino la vita. Sacrificano loro stesse per un'altra creazione, e questo è l'attributo del quarto paradiso che viene chiamato 'il Giardino della Protezione'. Infine, sono la sorgente della bellezza. Attraverso la loro delicatezza e finezza, Dio ha coronato la terra con il diadema della grazia angelica. Questo è l'attributo del quinto paradiso che viene chiamato 'il Giardino della Bellezza'."
(estratto da 'Angels Unveiled', Sheikh Hisham Kabbani)
venerdì 9 ottobre 2009
Che cosa ha veramente detto il profeta Maometto
"E’ indubbio che la donna musulmana non è inferiore all’uomo, ma è vero che uomo e donna devono complementarsi l’uno con l’altro nella comunità e nella famiglia. Non a caso la donna è la regina della casa , svolge un ruolo essenziale nella crescita dei figli e nella gestione della famiglia, anche rispetto agli anziani. Spesso la donna che cura la famiglia è una donna acculturata, laureata e diplomata che sceglie di mettere a disposizione il suo talento per la famiglia e la comunità. La donna italiana invece è spesso schiava del lavoro, magari si è laureata per andare a fare la telefonista o la vigilessa, ma alla fine si trova sola, in difficoltà senza il sostegno di un marito che si occupi del mantenimento economico della famiglia.
Se possedessi un oggetto di gran valore, ne avresti cura o no? Se avessi una perla o un tesoro, lo custodiresti in un luogo sicuro? Più prezioso sarebbe l’ oggetto, più lo nasconderesti alla gente. Oppure lo mostreresti a tutti? Allora, qual’è la cosa più cara che la donna possiede? Non è forse il suo pudore? Non è degno di essere protetto? Osservate le perle, sono protette da conchiglie non affatto belle, ma fondamentali ed indispensabili per preservarle. L’ hijab è mportante per la donna come la conchiglia lo è per la perla. A tale riguardo una domanda che spesso sorge spontanea: Perchè l’hijab è obbligatorio per le donne e non lo è per gli uomini? Perchè questa restrizione fu imposta solo a loro? La risposta è che una donna può attrarre cento uomini, mentre cento uomini non possono attrarre una donna, a meno che lei non lo permetta.Per questo il velo è obbligatorio solamente per loro, perchè sono la sorgente dell’ attrazione. Notiamo che nel periodo pre-islamico le donne erano giudicate ingiustamente. Gli Arabi ed i Romani le valutavano basandosi soltanto sulla loro bellezza fisica, e non su quella interiore. Poi è arrivato l’Islam per cambiare questi concetti errati, e rendere dignità all’ umanità . L’ Islam insegna agli uomini che il valore della donna è nei suoi sentimenti e nelle sue emozioni, che non ci si deve fermare soltanto alla bellezza esterna, materiale”.
da blog.vita.it
giovedì 8 ottobre 2009
Custodi della fede
"La donna ha la sua maniera d'essere, un suo modo di esistenza, il dono di tessere il proprio essere con la sua relazione particolare con Dio, con gli altri, con se stessa. Nonostante le deformazioni storiche di fondo di sè il mistero del suo essere e dei suoi carismi: ciò che S. Paolo designa con il simbolo eternamente ricco del velo (1 Cor. 11), segno evidente del sacro. Al contrario, la grande Prostituta di Babilonia (Ap. 17) profana e degrada la propria femminilità in quanto essenza religiosa del femminile; essa strappa il suo velo, si denuda, si disincarna del mistero femminile, del fiat pronunciato alla sua eterna maternità. Ogni donna deve decifrare questo mistero per leggervi il suo destino, la sua vocazione, i suoi carismi.
Il racconto biblico della prima monade umana Adamo-Eva mostra in essa l'archetipo originale della consustanzialità dei principi complementari. La caduta li polarizza, e da allora o sono dei contrari in lotta, o delle alterità che si accettano e si completano, per farne una nuova creatura in Cristo.
L'uomo supera il proprio essere, è più esteriorizzato; il suo carisma di espansione dirige il suo sguardo al di là di sè: egli riempie il mondo delle sue energie creatrici, si impone, padrone e conquistatore, ingegnere e costruttore. Riceve accanto e sè la donna, suo aiuto. Questa è insieme sua fidanzata, sua sposa e sua madre.
Più interiorizzata, la donna resta agevolmente nei limiti del suo essere, di cui riempie il mondo con la sua presenza irradiante. Gloria dell'uomo (1 Cor. 11, 7), nella sua purezza luminosa è come uno specchio che riflette il volto dell'incontro tra Dio e l'uomo. lo rivela a se stesso, e con ciò lo corregge. Così aiuta l'uomo a comprendersi e ad attuare il senso del proprio essere: lo completa decifrando il suo destino, perchè è con l'aiuto della donna che l'uomo diventa più facilmente ciò che è.
La parola di S. Pietro (1 Pt. 3, 4) si rivolge a ogni donna e contiene tutto un vangelo del femminile sulla sua maternità spirituale. Questo testo definisce con esattezza il suo carisma fondamentale: la generazione dell'uomo nascosto nel suo cuore, homo cordis absconditus.
L'uomo è più incline ad interessarsi solo della propria causa; al contrario l'istinto materno della donna come nelle nozze di Cana (Gv. 2, 1 e segg.) scopre immediatamente la sete dello spirito anche degli uomini e trova la sorgente eucaristica per estinguerla. Il rapporto sociologico madre-figlio fa che la donna, Eva-fonte di vita, vigili su tutto l'essere, protegga la vita del mondo. Il suo carisma della maternità interiorizzata e universale porta ogni donna verso l'affamato e il bisognoso, e precisa mirabilmente l'essenza femminile; vergine o sposa, ogni donna è madre in aeternum: è il carattere sacramentale iscritto nel suo stesso essere. Le componenti della sua anima la predispongono a "covare" tutto ciò che trova sul suo cammino, a scoprire nell'essere più virile e più forte un fanciullo debole e senza difesa.
Se si definisce l'amore maschile: amare è avere bisogno, per la donna amare è soddisfare un bisogno, prevenirlo e precorrerlo. Gesù vedendo sua madre e vicino a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna ecco tuo figlio. Parola fondamentale che fa della Vergine Maria, figura della Chiesa-Madre e di ogni donna, un essere ecclesiale: l'eterno-virgineo, l'eterno-femminino che ne deriva, e l'eterno-materno, archetipo della Magna Mater.
Conquistatore, avventuriero, costruttore, l'uomo non è eterno nella sua essenza. Un antico testo liturgico proietta sulla maternità della Vergine la luce della paternità divina: Tu hai generato il Figlio senza padre, quel Figlio che il Padre prima dei secoli ha generato senza madre. La maternità della Vergine si pone così come figura umana della Paternità divina.
Si coglie la sua potenza salvatrice se si comprende che Eva non fu tentata in quanto sesso debole; al contrario, è stata sedotta perchè è lei che rappresenta il principio dell'integrazione religiosa della natura umana; colpita al cuore, questa soccombe immediatamente: Adamo la segue, docilmente (la donna mi ha offerto il frutto!), senza offrire alcuna resistenza, senza formulare domanda.
Se la caratteristica dell'uomo è agire, quella della donna è essere: ed è lo stato religioso per eccellenza. L'uomo crea la scienza, la filosofia, l'arte, ma altera tutto con una tremenda obbiettivazione della verità organizzata.
La donna è l'opposto di ogni obbiettivazione, il suo forte non è la creazione ma la generazione. Nel suo essere stesso, essa è il criterio che corregge ogni astrazione per ricollocare al centro i valori, per fare in modo che si manifesti correttamente il verbo maschile. Istintivamente la donna difenderà sempre il primato dell'essere sulla teoria, dell'operativo sullo speculativo, dell'intuitivo sul discorsivo. (...) L'uomo ex-statico è nell'estensione di se stesso, nella proiezione del suo genio al di fuori, per dominare il mondo; la donna in-statica è rivolta verso il proprio essere, verso l'essere. Il femminile si esercita a livello della struttura ontologica; non è il verbo ma l'esse, il grembo della creatura. E' questa la manifestazione della santità, quella santità dell'essere che è insopportabile ai demoni; e non mediante gli atti ma nella sua purità-santità la donna ferisce il dragone alla testa. (...)
Alla Russia del XX secolo è stato dato di passare attraverso il baratro di un destino storico unico; questa esperienza è ricolma di un senso profetico per quelli che sanno leggerla nel libro del tempo. I grandi spirituali, gli startzy, hanno manifestato un interesse tutto speciale verso la diaconia della donna. Così gli startzy Macario e Ambrogio di Optina, seguendo l'esempio profetico di San Serafino di Sarov, si sono consacrati alla missione femminile, alla formazione apostolica della donna, e ciò testimonia la loro sorprendente chiaroveggenza.
La donna ha una percezione intuitiva, dal suo stesso grembo, dei valori dello Spirito: è dotata di senso religioso; "l'anima è naturalmente cristiana" è detto anzitutto delle donne. I marxisti l'hanno avvertito perfettamente. L'emancipazione delle donne e l'uguaglianza dei sessi sono in primo piano nelle loro preoccupazioni. La virilizzazione della donna tende a modificare il suo tipo antropologico, a tenderla perfino nella sua psiche identica all'uomo.
Questo progetto di livellamento nasconde una lotta fra le più violente contro la legge di Dio e mira all'annientamento dello stato carismatico femminile. Ora, la testimonianza è oggi unanime: la fede nella Russia sovietica fu conservata dalla donna russa; e tutti sono meravigliati per la parte della donna nella trasmissione della fede. Il rinnovamento religioso e la continuità della tradizione sono dovute alla sposa e alla madre. La donna, la ragazza russa, in pieno movimento di socializzazione, aspirano il più spesso e in una maniera sorprendente a interiorizzare e a vivere la verità che esse leggono sulle icone della Theotokos. La loro femminilità discreta sembra ispirarsi più alle "Vergini della tenerezza" che all'ideale essenzialmente virile del regime. E' la donna russa, con i suoi carismi, che, senza violenza, conserva i valori eterni, e rifà dal di dentro la Russia cristiana.
Dal cuore della donna scaturisce spontaneamente, istintivamente, la resistenza invincibile al materialismo e a tutti gli elementi demoniaci della decomposizione della civiltà moderna. La salvezza del mondo non verrà che dalla santità; ora, questa è più interiore alla donna nelle condizioni della vita moderna.
Secondo gli spirituali, il silenzio possiede un valore immenso. Il silenzio attivo è popolato di presenze: Chi sa ascoltare il Verbo, sa ascoltare il silenzio. In un certo senso, anche la liturgia è il silenzio dello spirito che ascolta cantando, e questo silenzio è parte integrale dell'ufficio, come lo sono i silenzi di una sinfonia. Così la Vergine conservava le parole del Figlio nel suo cuore (Lc. 2, 51).
Il velo, segno del sacro e del mistero, di cui parla San Paolo, passa, nel tempo pre-apocalittico, all'immagine della donna vestita di sole, della donna rivestita del Verbo. Con tutto il suo essere essa lo predica; con una irradiazione ontologica, lo genera; dalle profondità del suo grembo, del suo cuore, essa porge la Parola al mondo."
mercoledì 7 ottobre 2009
Dal web alla realtà

Al momento la sua sede è... una grossa valigia piena di libri parcheggiata in casa di un'amica, ma spero che con il vostro aiuto si possa trovare un luogo adeguato anche minuscolo, purché visitabile dalla gente. Solo allora si potrà parlare di vere e proprie campagne benefiche: non avrebbe senso infatti iniziare da subito con il sostegno ad altri enti che si servono per lo più di medicinali a base chimica, quando si conoscono gli effetti collaterali che possono provocare; nè avrebbe senso sostenere gruppi che cercano di re-inserire al più presto le mamme nelle attività lavorative, con la coscienza che in realtà tante chiedono un aiuto per dedicarsi alla famiglia a tempo pieno. Se tale è il modo di fare di alcune associazioni, non sta a me giudicarle: ma il Centro Studi S.Gabriele nasce per fini del tutto diversi, perchè diversi sono i principi di fondo.
Spero che saranno tante le persone che vorranno collaborare alla realizzazione di questo progetto, con aiuti materiali o con la loro amicizia e sostegno morale: come già questo sito, anche il Centro è rivolto a tutti i bambini e a tutti coloro che li amano. Per informazioni scrivete a questo indirizzo: amicidisangabriele@gmail.com
venerdì 2 ottobre 2009
Galattogoghi naturali e artificiali
La maggior parte delle mamme che allattano, prima o poi ha comprato una di queste tisane, integratori, gocce, pastigliette e polverine varie "per mamme che allattano", con il pensiero "magari non funziona, però non si sa mai". E' ovvio, lo spauracchio di tutte le mamme è non avere latte. E le industrie lo sanno bene. Dagli articoli precedenti avrete già capito due cose: nella maggior parte dei casi, il poco latte è fasullo: di latte ce n'è quanto basta. per aumentare la produzione di latte serve una maggior stimolazione del seno, e cioè attacco al seno corretto e poppate frequenti (o una stimolazione adeguata con un buon tiralatte). Ne consegue che generalmente i galattogoghi, ammesso che funzionino, non servono a nulla se non a farvi buttar via i soldi. Se realmente c'è poco latte, è necessario come sempre capirne le cause e correggere quegli aspetti (per l'appunto, attacco, frequenza delle poppate eccetera) che hanno portato al calo di produzione, così da risolvere in maniera definitiva il problema e senza dover dipendere dal galattogogo. E' importante capire che un galattogogo, per quanto efficace, da solo non serve a nulla. I galattogoghi generalmente stimolano l'ipofisi a produrre più prolattina, ma se il latte non viene rimosso di frequente (dal bambino o con il tiralatte) la produzione di latte non aumenta. In alcuni casi selezionati i galattogoghi effettivamente possono aiutare una mamma che vuole allattare, ma il loro uso deve essere sempre preceduto da un'attenta valutazione di una persona esperta in allattamento e devono comunque essere utilizzati assieme a tutti gli altri accorgimenti che portano a una maggior stimolazione del seno. Ad esempio, una mamma che è separata dal proprio bambino, ad esempio per motivi di salute, può mantenere la produzione di latte utilizzano un galattogogo, ovviamente in associazione all'uso del tiralatte. Questo accade tipicamente con i bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Anche una mamma che intende allattare un bambino adottato, o che vuole riprendere l'allattamento dopo averlo interrotto può aiutarsi con un galattogogo. Può essere di aiuto anche quando si vuole ritornare all'allattamento esclusivo dopo essere passati ad aggiunte di latte artificiale. Ribadisco che è fondamentale un'analisi di tutta la gestione dell'allattamento: non si può prendere il galattogogo per tutto il periodo in cui si allatterà, quindi si tratta di un "aiutino" che serve a sbloccare la situazione, ma poi bisogna attuare tutte le strategie che mantengano la produzione di latte adeguata, senza l'uso del galattogogo. Ovviamente sto parlando dei galattogoghi "veri", di quelli che funzionano. Quali sono i veri galattogoghi? Alcuni farmaci hanno come effetto collaterale l'innalzamento dei livelli di prolattina. Questi farmaci sono il metoclopramide, il domperidone, il sulpiride e la clorpromazina. Non sono farmaci nati per aumentare la produzione di latte, ma sono stati creati e studiati per curare specifiche malattie (ad esempio, metoclopramide e domperidone sono degli antivomito). Essendo dei farmaci, presentano degli effetti collaterali, in alcuni casi anche seri. Quindi, se qualcuna di voi stava per fiondarsi in farmacia per procurarsi uno di questi farmaci pensando di aver trovato la manna dal cielo, si fermi! Oltretutto sono farmaci che si possono acquistare solo con ricetta medica, proprio perché non sono acqua fresca. Considerate inoltre che se effettivamente serve un galattogogo, questo andrà preso per qualche settimana (prima deve cominciare a fare effetto, poi bisogna stabilizzare la produzione di latte e poi bisogna gradualmente calare la dose), mentre invece un antivomito in genere si prende solo per qualche giorno, quindi i suoi effetti sono stati considerati nel breve periodo e non per un uso prolungato. Questo deve essere tenuto presente dal medico che eventualmente vi dovesse prescrivere il farmaco. Proprio per monitorare eventuali effetti collaterali, è necessario che durante il periodo di assunzione del farmaco un medico verifichi periodicamente lo stato di salute di madre e bambino. Esistono anche alcune erbe per le quali è riconosciuta una certa efficacia nell'aumentare la produzione di latte, pur non essendoci studi scientifici rigorosi. Queste erbe sono il Fieno Greco ( Trigonella Foenum-Graecum), la Ruta Caprina (Galega Officinalis) e il Cardo Mariano (Silibum Marianum). Generalmente devono essere assunte in forma concentrata (capsule, tintura madre), dato che le tisane hanno una concentrazione inferiore e soprattutto più incerta. Il fatto che si tratti di piante, non significa per forza che gli effetti collaterali siano assenti! Spesso si pensa "è naturale, quindi non fa male", e quindi si assumono prodotti a base di erbe con leggerezza, magari prendendone grandi quantità nella speranza di ottenere un effetto maggiore. Invece le erbe hanno delle vere e proprie proprietà farmacologiche, quindi fanno effetto sul nostro organismo, nel bene e nel male. Credo che nessuno prenderebbe una dose doppia di antibiotico per far passare prima un'infezione. Allo stesso modo, i rimedi a base di piante, chiamati fitoterapici, devono essere assunti con lo stesso rigore con cui si prende una medicina "tradizionale". Avrete notato che non ho parlato di dosaggi di nessun galattogogo: la cosa è voluta, per evitare la tentazione del rimedio fai-da-te. Come detto, prima di ricorrere ad un galattogogo bisogna consultare un esperto in allattamento e eventualmente insieme insieme valutare se è veramente necessario. E tutti gli altri prodotti "per far venire il latte"? In farmacia, erboristeria e nei negozi di articoli per bambini, è tutto un fiorire di prodotti che evocano fiumi di latte che escono da turgidi seni... Se leggete con attenzione, nessuno di questi prodotti vi promette di avere più latte. Vi cito un esempio (reale): "X è un integratore dietetico composto dalla selezione e miscelatura di 7 estratti vegetali dalle riconosciute proprietà galattogoghe (Fieno Greco, Galega, Verbena), tradizionalmente utilizzati per calmare le tensioni addominali (Finocchio e Tè di Rooibos) e di gusto estremamente piacevole (Ibisco e Lampone). X disseta con gusto, è ricca di vitamina C e aiuta l'assunzione di acqua da parte della mamma, favorendo la lattazione." Qui c'è scritto solamente che alcune piante hanno proprietà galattogoghe, e queste piante sono contenute nel prodotto. In questo prodotto però c'è una quantità ridicolmente bassa di queste piante, quindi è improbabile che ci sia un effetto farmacologico, e cioè che aumenti il vostro latte. Infatti poi c'è scritto che la produzione di latte è favorita dal fatto che la mamma beve (anche se questo è discutibile, leggete oltre) dato che la bevanda è buona. Non c'è scritto che questo prodotto vi fa aumentare il latte grazie alle piante in esso contenute! Diversi prodotti, pura avendo nomi o immagini che fanno riferimento all'allattamento, alla fin fine vi dicono solo che sono buoni da bere. Oppure dicono "ideale per la mamma che allatta", ma non si sa bene cosa voglia dire. Intendiamoci, questi prodotti non sono dannosi, a meno di farne un consumo eccessivo (vedere oltre). Se li bevete perché hanno un gusto che vi piace, buon per voi. Ma se li bevete nella convinzione di avere più latte, state buttando via i soldi. E anche parecchi soldi, dato il prezzo di qualcuna di queste "polverine magiche". L'azienda produttrice di uno di questi integratori è stata più volte pesantemente multata dall'Antitrust proprio perché la sua pubblicità prometteva mari e monti alle mamme, senza però avere delle sufficienti prove scientifiche a sostegno. Non metto in dubbio che ci saranno schiere di mamme pronte a difendere questo o quel prodotto. Avete presente però cos'è l'effetto placebo? E' una sorta di autosuggestione (molto potente!) per cui ci si convince che un certo farmaco funzioni, anche se magari in realtà si tratta di acqua e zucchero. Per la riuscita dell'allattamento la componente psicologica è importantissima: se una mamma è insicura o ansiosa, nonostante ci sia tutto il latte che serve l'allattamento potrebbe fallire, magari perché la mamma si convince di avere poco latte (e come ho già scritto la casistica è molto ampia!). Prendendo questi prodotti, una mamma potrebbe sentirsi più sicura di sé, perché ha questo aiuto esterno, e allora ha la sensazione di avere più latte di prima. E tutto questo le industrie lo sanno molto, molto bene. Ci sono tre aspetti di questo che non mi piacciono (punto di vista strettamente personale): innanzitutto questi prodotti costano, e la mamma quindi spende soldi per niente, dato che il latte ce lo aveva anche prima. Poi alimentano il mito del "poco latte": non fanno altro che confermare alle mamme che il poco latte è un'epidemia da trattare con una specie di medicina, quando invece il più delle volte il poco latte è fasullo e anche nei casi effettivi, la "cura" migliore non è certo quella di utilizzare dei galattagoghi di efficacia molto dubbia. Inoltre, come consulente per l'allattamento, so quanto è importante che una mamma creda in sé stessa, ma questi prodotti non fanno altro che confermare l'insicurezza di una mamma. In pratica una mamma pensa di riuscire ad allattare solo grazie a questo o quel prodotto, e non grazie a sé stessa e al suo bambino, come in realtà succede. Avete presente la storia dell'elefantino Dumbo, che sapeva volare da solo ma credeva di riuscirci solo grazie alla piuma che teneva nella proboscide? Questi prodotti sono come la piuma, ma bisognerebbe portare la mamma a capire che può "volare anche senza la piuma", cioè "allattare anche senza questi prodotti". Latte e birra Nella tradizione popolare, si consiglia alle donne che allattano di bere latte per aumentare la propria produzione di latte. E' una cosa senza alcun fondamento (e senza alcun senso). Anche la birra è considerata una bevanda che fa aumentare il latte. Alcuni studi confermerebbero che delle sostanze contenute nella birra aumentano i livelli di prolattina, ma l'eventuale vantaggio viene vanificato dagli effetti negativi dell'alcool. Quindi, evitate di bere birra e alcol in genere durante l'allattamento. L'acqua Alzi la mano chi, allattando, non si è mai sentita dire che deve bere di più per via del latte. Lo so, lo dicono a tutte! Questo è un grande equivoco, è stata invertita la causa con l'effetto. La realtà è che siccome allattate allora avete più sete e quindi bevete di più. E non il contrario! Non è che siccome bevete di più allora riuscite ad allattare. Non dovete quindi sforzarvi a bere più, questo non vi farà avere più latte. E' logico che per produrre latte, composto in gran parte da acqua, avrete bisogno di ingerire più liquidi, ma il nostro organismo ha un bellissimo sistema di allarme che si chiama "sete": quando avete sete, significa che avete bisogno di bere. Punto. Non è vero quindi, come è scritto su certe tisane, che bere più liquidi fa venire più latte. Questo potrebbe portare la madre (convinta di avere poco latte proprio grazie a certe frasi riportate su questi prodotti) a bere grosse quantità di acqua o tisane varie, oltre il necessario. Ingerire eccessive quantità di liquidi è molto dannoso per l'organismo. Una volta un papà mi raccontò che sua moglie praticava l'allattamento misto perché non aveva abbastanza latte. Io gli offrii il mio aiuto, dicendo che se voleva la moglie poteva contattarmi. Lui serio mi rispose che il pediatra aveva già dato alla moglie le indicazioni per aumentare la produzione di latte, ma che lei proprio non se la sentiva e che anzi stava pensando di abbandonare del tutto l'allattamento al seno. Le indicazioni erano "bere 8 - 10 litri di acqua al giorno". Mi auguro vivamente che sia stata una bugia da parte della moglie, che forse voleva smettere di allattare ma non osava dirlo apertamente al marito. Un consiglio del genere non solo non fa aumentare il latte, ma avrebbe spedito la mamma che lo avesse osservato dritto dritto in ospedale, se non peggio. In conclusione, quasi certamente non avete bisogno di un galattogogo. Se realmente la produzione di latte non è adeguata alle richieste del vostro bambino, bisogna capirne la ragione e attuare di conseguenza una strategia. Nei pochi casi in cui un galattogogo può essere di aiuto alla mamma, deve essere usato sotto supervisione medica e con il supporto di una persona esperta in allattamento.
da www.bambinonaturale.it
Nascite in casa
Partorire in casa è una decisione presa da circa 1500 donne in Italia. Un'opzione sulla quale però molte future mamme non hanno informazioni sufficienti. Questa nuova rubrica ha come obiettivo proprio quello di informare le donne su una nuova opportunità che, secondo varie ricerche internazionali, è sicura, e permette di vivere il parto da protagoniste. Quando ero in attesa della mia primogenita, Sara, ho sentito l'esigenza di vivere la gravidanza e il parto in modo naturale, seguendo i miei bisogni più profondi, senza interferenze e senza subire procedure standard imposte dagli "operatori della nascita". E così ho cercato di saperne di più, per trovare il MIO modo di partorire. Certo, non è stato facile. Ma cercando e informandomi ho trovato un centro nascita che promuoveva il parto in casa. Lì ho seguito un corso di preparazione al parto molto diverso da quello che avevo frequentato poco prima in un grande ospedale romano. L'entusiasmo, la passione e la fiducia nel corpo femminile e nelle sue potenzialità sono le caratteristiche fondamentali del mestiere dell'ostetrica, che a differenza del ginecologo, non dice alla donna COSA FARE, ma aiuta la donna A PRENDERE LE SUE DECISIONI SU CHE COSA FARE. E cosi', tre anni e mezzo dopo, anche Leonardo è nato in casa. In acqua, stavolta, in un'atmosfera di intimità e di gioia, senza fretta, senza ansia. Un approccio che difficilmente avrei trovato in ospedale o in clinica. In questa rubrica saranno riportate informazioni, dati, statistiche, storie e iniziative relative al parto a domicilio. In un paese come l'Italia, che con quasi il 40% detiene il primato di parti cesarei nel mondo occidentale, sono convinta che sia giusto tentare di riconquistare una dimensione più UMANA e meno traumatica dell'evento nascita. Il parto in casa è sicuro Quando si parla di parto in casa, molto di rado in verità, la domanda più frequente è "ma è sicuro?". Considerate che il 90% della popolazione che attualmente vive sulla Terra è nata in casa. Ma questa è solo una curiosità. In Olanda, dove il parto a domicilio ha una lunga tradizione, il 33% dei bambini nasce tra le mura domestiche. Una consuetudine comprovata dai fatti: secondo dati del 1986, ad esempio, il tasso di morte neonatale nei parti in casa era del 2,2 per 1000 contro il 13,9 dell'ospedale. Passando all'Italia, la regione in cui questa opzione è più diffusa è l'Emilia Romagna, con lo 0,85% (dati del Ministero della Salute, 2004). Una cifra irrisoria, ma negli ultimi tempi c'è stata una lieve inversione di tendenza. Molte ricerche internazionali indicano che il parto in casa è sicuro. "Il parto a casa, se la gravidanza non è a rischio, è sicuro come in ospedale", secondo il professor Simone Buitendijk del TNO Institute for Applied Scientific Research, che ha condotto nell'aprile del 2009 in Olanda una ricerca su 530.000 nascite (pubblicata dal British Journal of Obstetrics and Gynaecology). Ma appunto, si tratta di donne senza complicazioni della gravidanza: che non hanno precedentemente partorito col cesareo, il cui bambino si trova nella posizione ottimale e non ha difetti congeniti. Quasi un terzo delle donne che hanno iniziato il travaglio a casa, hanno dovuto essere comunque trasferite in ospedale perché sono insorte complicazioni, per esempio un battito cardiaco fetale anomalo, o la necessità di antidolorifici più efficaci per la mamma. Ma anche i questi casi, il rischio corso da madre e figlio non è risultato maggiore che se la madre fosse stata fin dall'inizio in ospedale, ha osservato il professor Buitendijk. Nel Winterton Report, redatto in Inghilterra nel 1992, si sottolinea che "incoraggiare tutte le donne al parto in ospedale non è giustificabile dal punto di vista della sicurezza". Non solo. Nel rapporto (che contiene oltre 100 raccomandazioni su gravidanza, travaglio e cure perinatali) si afferma inoltre che "non esiste evidenza convincente o inoppugnabile che gli ospedali diano una garanzia migliore di sicurezza per la maggioranza di mamme e bimbi. E' possibile, ma non provato, che sia il contrario". E ancora: il Medical British Journal ha pubblicato nel 1986 un editoriale a favore del parto in casa: "La maggior parte degli indicatori suggerisce che il parto a domicilio non presuppone un rischio maggiore dovuto agli interventi. E' importante che l'opzione del parto in casa sia disponibile, specialmente per le donne con una gravidanza a basso rischio, alle quali bisogna consentire una libera scelta". Una libera scelta: questo è il problema! Come si fa a fare una libera scelta senza avere le informazioni necessarie? E non dico nulla di strano quando affermo che le istituzioni, i governi e la classe medica probabilmente non promuovono questa opzione anche per motivi economici (un cesareo viene rimborsato il doppio di un parto vaginale) e legali (di fronte a un parto cesareo è molto difficile, se non impossibile, fare causa al ginecologo). Infine, riporto i risultati del più vasto studio americano sul parto a domicilio (l'autore è Lewis Mehl, 1976) in cui sono stati messi a confronto 1046 parti in casa con altrettanti parti in ospedale. E' emerso che in ospedale il numero di tagli cesarei era tre volte superiore rispetto alle nascite in casa, l'uso del forcipe 20 volte più frequente e i casi di alta pressione nella mamma cinque volte superiori. Inoltre, triplicate le percentuali di sofferenza fetale durante il travaglio, di difficoltà respiratorie del neonato e di emorragia post-parto, e quadruplicate le infezioni neonatali. Il tasso di mortalità neonatale? Era lo stesso, mentre non si era verificata nessuna morte materna in entrambi i gruppi.
da http://www.bambinonaturale.it/
Giochiamo a fare le mamme
Tramite particolari sensori, la bambola piange come un neonato vero quando ha bisogno di più latte e fa il ruttino quando è sazia... E negli Usa è stata subito polemica: alcuni temono, infatti, che 'Baby Glutton' possa spingere le bambine a voler diventare madri troppo presto, aumentando il rischio di gravidanze tra le adolescenti. «L'allattamento è un processo naturale per le donne - ha commentato il direttore marketing dell'azienda di giocattoli - non è una cosa che abbiamo inventato noi. La bambola aiuterà le giovani donne a sentirsi a proprio agio con una cosa che esiste in tutto il mondo». E' strano come bambolotti venduti per anni assieme a piccoli biberon per la simulazione dell'allattamento artificiale non abbiano mai destato lo stupore o l'indignazione di alcuno, e come invece il primo esempio di bambola allattata "naturalmente" stia suscitando tanto allarme e altrettante polemiche...
da www.bambinonaturale.it
sabato 25 luglio 2009
Preghiera della donna
fra cui io passo le mie giornate,
io non posso essere la santa che medita
seduta ai piedi del Maestro e che ricama per Lui,
con mani candide,una candida veste di broccato.
Bisogna che io divenga una santa qui, in cucina.
Perciò, fa' in modo che io ti piaccia
quando accendo i fornelli,
quando sorveglio la minestra sul fuoco,
quando lavo i piatti o li asciugo.
Se ho le mani di Marta,
che il mio cuore sia quello di Maria.
Quando lavo per terra,
penso alle tue mani
che hanno sanato tante piaghe
ed assolto i nostri torti.
Se lucido le scarpe,
penso ai tuoi sandali, Signore.
Scusami se non ho il tempo di pregare a lungo.
Riscalda la mia casa con il Tuo cuore.
Non lasciarmi sola quando sono triste,
e abbi pazienza con me,
ascoltami,se qualche volta, stanca, mi lamento.
Quando servo a tavola il pranzo che ho preparato,
accettalo anche Tu,
perché in ognuno dei miei cari
io servo Te, o Signore.

