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sabato 1 agosto 2009

Al santo dei casi impossibili

San Giuda, Apostolo glorioso, fedele servo e amico di Gesù! Il nome del traditore è causa che molti ti dimentichino, ma la Chiesa ti onora ed invoca universalmente come patrono dei casi disperati, degli affari senza rimedio. Prega per me, che sono tanto difettoso; fa' uso, te ne scongiuro, di quel particolare privilegio a te accordato di portare visibile e pronto aiuto dove l'aiuto è quasi disperato. Vieni in mio soccorso in questa grande necessità così che io possa ricevere la consolazione e la protezione del cielo in tutte le mie strettezze, tribolazioni e sofferenze, particolarmente ... (qui si faccia la propria domanda), e possa benedire Iddio con te e tutti gli eletti per tutta l'eternità.
Io ti prometto, o beato S. Giuda, di essere ognora riconoscente di questo grande favore, e non cesserò mai di onorarti come mio speciale e potente patrono e di fare quanto sarà in mio potere per incoraggiare la devozione verso di te.
Amen.

S. Giuda prega per noi e per tutti quelli che invocano il tuo aiuto.
S. Giuda, soccorso di chi è privo di speranza, aiutatemi nella mia afflizione!
Prega per noi, affinché ci sia dato di placare la Divina giustizia, e ottenere una benigna sentenza.
Prega per noi, affinché ci sia dato di essere ammessi fra la compagnia dei beati, a godere eternamente alla presenza di Dio. Amen.
Beato Apostolo, noi t'invochiamo con confidenza! (tre volte).
S. Giuda, soccorso di chi è privo di speranza, aiutami nella mia angustia! (due volte).
Prega per noi, affinché prima della morte possiamo espiare tutti i nostri peccati con un sincero pentimento e col ricevere degnamente i santi sacramenti.

Oremus (Preghiamo)

Apostolo glorioso, martire e congiunto di Gesù, S. Giuda Taddeo, che spargesti la vera fede tra le più barbare e distanti nazioni; che guadagnasti all'obbedienza di Gesù Cristo molte tribù e popoli col potere della tua santa parola, concedimi, te ne supplico, che da questo giorno io abbia a rinunciare ad ogni abitudine peccaminosa, che sia preservato da tutti i cattivi pensieri, e possa sempre ottenere la tua protezione, particolarmente in ogni pericolo e difficoltà, e che possa giungere salvo alla patria celeste, per adorare con te la santissima Trinità, il Padre, il Figliolo e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Se non sapete più a che santo votarvi...

San Giuda non va confuso con l'omonimo Apostolo traditore, Giuda Iscariota, il " figlio della perdizione ". Quello di oggi è Giuda fratello di Giacomo, detto Taddeo, cioè " dal petto largo ", che vuol dire poi " magnanimo ".
Il nome di Giuda, prima che l'infelice traditore lo rendesse odioso, era uno dei più belli nella storia ebrea. Era stato portato da uno dei figli di Giacobbe, o Israele, e a Giuda si intitolò una delle dodici Tribù, quella dalla quale sarebbe fiorito, in Betlemme, terra di Giuda, il virgulto del Messia.
Giuda Maccabeo, eroe della rivolta giudaica contro Antioco IV, e Giuda detto il Santo, maestro per eccellenza, avevano reso onore a quel nome, come gli rese onore l'Apostolo San Giuda, detto Taddeo, che possiamo immaginare alla mensa dei Redentore, proprio accanto al suo omonimo Giuda Iscariota. Egli domanda a Gesù: " Signore, che cosa è avvenuto, che tu debba manifestarti a noi e non al mondo? ". E Gesù gli risponde: " Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola ".
E’ la lezione dell'amore mistico, che Giuda Taddeo provoca con la sua domanda. L'amore di Dio unisce, mentre l'amore di se stessi divide.
Per questo, San Giuda scrisse una breve lettera, nella quale rimprovera i fomentatori di discordie, che chiama " nuvole senza acqua, portate qua e là dai venti; alberi d'autunno, senza frutto, onde furiose del mare, che spumano le proprie turpitudini. astri erranti, ai quali sono serbate in eterno le tenebre più profonde ".
" Costoro - egli dice - sono mormoratori queruli che vivono secondo i loro appetiti, e la loro bocca parla di cose superbe, e se lodano qualcuno, lo fanno per fini interessati ".
La breve lettera di Giuda, che fu giudicata " piena della forza e della grazia dei cielo ", ci fa intravedere la figura di San Giuda come maestro fermo e sapiente, che esercitò con zelo e con amore quella missione affidata da Gesù ai suoi Apostoli, prima di lasciare la terra per il cielo.
Infatti, dopo l'Ascensione, anche Giuda Taddeo andò a portare nel mondo la Buona Novella. Secondo qualcuno, egli avrebbe evangelizzato la Mesopotamia; secondo altri la Libia. Si crede che morisse anch'egli Martire, e il suo corpo sarebbe stato sepolto in Persia.

San Giuda Taddeo, l’apostolo della Sindone

Un panno, il Mandylion (fazzoletto), sul quale era impressa l’immagine del volto di Gesù. Un viaggio dal percorso incerto. Copie riprodotte su monete e su icone. Una storia che si intreccia con quella della Sindone.Documenti che indicano nell’apostolo S. Giuda Taddeo colui che portò ad Edessa (l’attuale Urfa, in Turchia) l’immagine che conserva «la fisionomia della forma umana di Gesù». Testimonianze che permettono di identificare il Mandylion proprio con il telo custodito nel duomo di Torino. Emanuela Marinelli, di professione insegnante, sindonologa dal 1977 con anni di corsi formativi, di libri e di studi accurati sulle spalle, ripercorre questo viaggio e questa storia, accompagnandola con la proiezione di diapositive.Siamo nella chiesa di San Giuda Taddeo ai Cessati Spiriti, nel quartiere Appio-Latino, quattro giorni prima della festa patronale, che viene celebrata oggi, quando la Chiesa ricorda il suo martirio. Niente aria di scoop o sensazionalismo, premette il parroco, don Attilio Nostro. Ma l’intento di «valorizzare la devozione al Santo, che invita a contemplare il volto di Cristo. Propone Gesù, attraverso la memoria della sua gloriosa risurrezione». Ed è proprio in questo contesto che la parrocchia ha appena inaugurato, e collocato accanto all’altare della chiesa, una statua che raffigura Giuda Taddeo, dal volto radioso, con un panno tra le mani che reca impresso il volto di Gesù. «Non chiede venerazione per se stesso - precisa la Marinelli - ma per Cristo». Giuda detto Taddeo - cioè «dal petto largo», ovvero «magnanimo» - che era fratello di Giacomo (apostolo anch’egli, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofe), evangelizzatore nella Persia e in altre regioni. Patrono delle «cause impossibili» per le preghiere esaudite in modo miracoloso, anche quando la domanda ad ogni umana previsione sembra senza speranza. Che viene invocato ora, da Emanuela Marinelli, anche come patrono dei sindonologi, perché avrebbe contribuito a salvare la Sindone.Secondo le informazioni fornite dagli autori siriaci, l’attività apostolica di Giuda Taddeo è arrivata ad Edessa: in un testo del XIII secolo gli apostoli Giuda Taddeo e Bartolomeo sono chiamati «i nostri primi illuminatori». E là arriva il Mandylion, come testimonia nell’ottavo secolo Giorgio il Monaco: «C’è nella città l’immagine di Cristo non fatta da mano d’uomo, che opera stupefacenti meraviglie. Il Signore stesso, dopo aver impresso in un "soudarion" l’aspetto della sua forma, mandò l’immagine che conserva la fisionomia della sua forma umana per l’intermediario Taddeo apostolo ad Abgar, toparca della città degli Edesseni, e guarì la sua malattia».Dello stesso periodo un altro documento, del segretario del patriarca Tarasio, che narra l’arrivo di Taddeo ad Edessa e la venerazione degli abitanti alla «fisionomia del Signore non fatta da mano d’uomo». Un panno piccolo, così appare, ma la Marinelli rileva che si tratta di «un telo ripiegato». E sottolinea l’identità tra il volto della Sindone e le copie del Mandylion, per esempio quelle sulle icone a partire dal VI secolo: oltre un centinaio i punti di congruenza, di sovrapponibilità cioè fra due figure.